Pyongyang

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Le origini della capitale nordcoreana risalgono al 427 d.C.. Essa era conosciuta allora come “Wanggomsong”, ma veniva anche chiamata “Ryugyong”, ossia capitale dei salici, vista l’alta presenza di queste piante. Nel corso dei secoli venne distrutta dalle ripetute incursioni di giapponesi, mancasi e dai bombardamenti americani. Completamente ricostruita con l’aiuto sovietico dopo il 1950, ora si presenta come un’imponente capitale dagli ampi spazi e dai grandiosi e massicci edifici di stile socialista, posta lungo le rive del fiume Taedong ed è una superba dimostrazione della determinazione del regime nel voler mostrare un'immagine di progresso, disciplina e benessere dei suoi cittadini.
La visita della città inizia dalla grande piazza centrale dedicata a Kim Il Sung, il “Grande Leader”. Il culto della sua personalità è molto sentito in tutto lo Stato e a lui è anche dedicato il Grand Monument, un’enorme statua in bronzo eretta nel 1972 in occasione del suo 60° compleanno, ai piedi della quale, chiunque vi si rechi in visita, depone un mazzo di fiori. E’ poi stato costruito l’Arco di Trionfo, una versione ingrandita dell’omonimo monumento parigino, nel punto in cui Kim Il Sung tenne il suo primo discorso dopo la fine dell’occupazione giapponese. Uno dei monumenti più importanti della città è poi la torre della Juche Idea, un obelisco alto 170 m, situato sulla riva orientale del Taedong e simbolo della filosofia dell’autosufficienza dell’individuo e del Paese .
Una delle più singolari attrazioni turistiche della città è la nave statunitense da spionaggio USS Pueblo, che fu al centro di un grave incidente diplomatico. La nave fu infatti catturata nel 1968 dai nordcoreani nelle loro acque territoriali (secondo la versione coreana) o in acque internazionali (secondo gli americani).Ora la nave , visitata da circa 250.000 turisti all’anno, viene esplicitamente usata dal regime per promuovere l’anti-americanismo.
Altri luoghi interessanti sono l’International Friendship Exibition, un palazzo di sei piani in stile coreano, nei cui padiglioni sono conservati i regali ricevuti da Kim Il Sung e Kim Jong Il, e la caratteristica linea metropolitana. Questa fu inaugurata nel 1973, è una delle più profonde al mondo e sorprende per le sue stazioni, adornate da sculture in bronzo, grandi murales, mosaici e lampadari a più bracci e con le colonne, i gradini e i corridoi di marmo.
Meritano poi una visita il Mansudae Art Studio, il Museo Storico Centrale Coreano, il cimitero dei Martiri della Rivoluzione e la Grand People’s Study House, la più grande biblioteca del Paese(30 milioni di libri).
Pyongyang offre infine anche alcuni esempi della città storica: la Porta taedong, ingresso della città fortificata, la campana di Pyongyang del 1726, la tomba di Re Dangoon, il fondatore del primo regno coreano ed, infine, il Tempio di Pohyon del 1044, che con i suoi grandi saloni con immagini del Buddha e le piccole pagode, è il più grande tempio della regione. Alla periferia della città si trova poi lo stadio Kim Il Sung, uno dei più grandi del mondo, e la collina Moran, il parco più amato dai locali.
Nei dintorni della città, ritorna un assaggio del culto del “Grande Leader”: il grazioso villaggio di Mangyongdae, con le tipiche case agricole coreane con il tempio di paglia, meta turistica in quanto luogo di nascita di Kim Il Sung.